Dove cantano gli spiriti liberi


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Tanto tempo fa in una foresta oscura e tenebrosa viveva un giovane lupo, ultimo della cucciolata era il più piccolo e curioso tra i suoi fratelli. Romolo questo il suo nome, decise un giorno di andare a caccia, era stufo di stare nella grotta con la madre e le altre femmine, voleva uscire con il branco e i suoi fratelli più grandi. Vedere le creature della foresta, assaporare il suo primo sangue, l'adrenalina che solo la caccia poteva dare ad un giovane lupo. Per questi motivi decise che era giunto il momento ti dimostrare a tutti che era diventato grande. Andò dalla mamma, una grande lupa dal manto nero come la notte e con una macchia a forma di falce sul muso e disse lei: Mamma io vado a caccia.
La madre vedendo il volto del suoi cucciolo cosi serio e determinato decise di acconsentire a questa sua richiesta ma comunque lo avviso di stare attento: Romolo cucciolo mio puoi andare a caccia, ma non allontanarti troppo al limitare della foresta vivono delle strane creature dalla pelle rosa e senza manto che ci danno la caccia e abitano in strane grotte, quindi cucciolo mio non allontanarti dal cuore del bosco.
Romolo sapeva già di questi mostri tutti i cuccioli ne parlavano erano creature bipedi e mostruose che emettevano strani versi e possedevano strane zanne di pietra. Ma lui non aveva paura erano favole per cuccioli e lui a breve avrebbe dimostrato al branco di essere un LUPO. Quindi annui alla madre e corse fuori. La luna era alta in cielo, piena come un lago d'argento e le stelle accanto a lei illuminavano la notte come enormi lucciole. Romolo correva tra gli alberi libero e felice, l'adrenalina lo riempiva di felicità e assaporava già il suo primo sangue, la sua prima preda. Decise che doveva essere qualcosa di grande, non un semplice coniglio peloso. Quegli animali poi non gli piacevano nemmeno erano sfuggenti e fastidiosi con quei loro occhietti inquietanti che ti guardavano con superiorità, e poi non facevano altro che saltellare a destra e a manca. Una volta ne aveva visto uno insieme ad alcuni cervi, non faceva altro che sbattere quelle sue zampette su un tronco vuoto ed emettere un fastidioso rumore, era li li per saltargli addosso quando un falco calatosi dal cielo come un fulmine afferro il fastidioso animaletto e volo di nuovo via. Ma quello era tanto tempo fa ora era tutto diverso, ora lui avrebbe azzannato una preda e l'avrebbe portata alla madre con orgoglio.
La corsa durò per alcune ore senza che il cucciolo si accorgesse di essersi allontanato troppo dalla tana. Ad un certo punto però si fermo di scatto. Aveva finalmente trovato la sua preda, era li china vicino il torrente che metteva l'acqua in uno strano contenitore di pelle che non aveva mai visto in vita sua. In effetti anche quella creatura era strana, aveva uno strano vello di color porpora e delle chiazze bianche sul petto inoltre il muso era rosa e sulla parte superiore i peli erano gialli, davvero una strana creatura, ma poi capi, era uno di quei mostri, ma sembrava cosi innocua di sicuro era un cucciolo. Era proprio la preda giusta per dimostrare a tutti che finalmente era cresciuto e poi portare alla tana quella creature l'avrebbe reso di certo il più popolare della cucciolata, un eroe, colui che ha ucciso uno dei mostri dalla pelle rosa. Quindi quatto quanto inizio ad avvicinarsi alla strana bestia. Lei però di scatto si alzo in piedi, erano davvero bipedi, proprio strane queste bestie penso tra se e se. Lei si guardò in giro e poi iniziò a saltellare via come uno di quei demoniaci coniglietti che tanto lo infastidivano. Romolo allora la segui usando tutta la sua bravura nel nascondersi e nel muoversi furtivo, in effetti tra tutti i suoi fratelli era il più bravo a nascondersi, quando giocavano a nascondino non lo trovavano mai. L'inseguimento durò alcuni minuti fino a quando la ragazza non si intrufolò in una strana grotta, una meta inferiore infatti era di pietra e quella superiore di paglia dalla quale usciva poi uno strano fumo che odorava di carne. Romolo allora era in dubbio se entrare nella tana, ma dopo alcuni secondi si decise di entrare e poi solo un cucciolo fifone sarebbe scappato via. Quindi con un rapido scatto entro nella tana.
Era davvero una grotta strana c'erano strane cose ovunque alberi all'interno di strani contenitori, animali senza testa e senza pelo fermi e immobili con le loro zampette corte in legno. Mentre si addentrava senti qualcosa uno strano vero che non aveva mai sentito :”O che carino che sei, sei proprio un bel cucciolotto.” Romolo allora si girò di scatto e la vide la strana creatura lo fissava con grandi occhi azzurri e continuava a ringhiare lui contro versi osceni e terrificanti che lui non riusciva a capire: “che occhi grandi che hai, che orecchie carine, che bocca grande che hai.” Romolo era li che senza accorgersene indietreggiava era troppo intimorito da quella creatura terrificante che lo fissava e cercava di toccarlo con quelle sue zampe rosa. Poi con la coda si accorse di essere in trappola infatti dietro di lui c'era la parete della grotta. Era giunto il momento della verità, fuggire o attaccare la preda. Decise quindi di attaccare, si piego in dietro sulle zampette posteriori pronto per scattare in avanti e morderla al collo quando d'improvviso la strana creatura gli butto contro un pezzetto di carne secca che aveva tirato fuori da uno strano buco nel suo vello. Sempre più strane queste creature. Romolo lo annuso un attimo era sicuramente carne di quegli odiosi conigli. E dopo un attimo di titubanza lo morse e lo mangio. In quell'unico istante Romolo vide la cosa più paurosa di tutta la sua vita, la creatura inarcava la bocca in una strana e innaturale smorfia e emetteva strani mugolii. Poi tutto inizio a girargli attorno non capiva più nulla vedeva tutto che si muoveva e girava e la creatura d'innanzi lui deformarsi e diventare sempre più brutta e vecchia. Romolo cadde e batte la sua piccola testa sul pavimento rimbalzando un attimo per poi ricadere esanime sulla pietra grezza che faceva da pavimento della grotta. La creatura dal vello rosso afferro il cucciolo e lo butto in un calderone pieno d'acqua bollente, già si assaporava il suo lauto pasto. L'acqua ribolliva con all'interno patate e carote. Romolo di scatto si risveglio a causa dell'eccessivo calore che gli piagava la pelle. Con occhi spaventati e pieni di paura scatto fuori dal pentolone e corse via ululando e spaventato. La vecchina, che l'aveva ingannato cosi vilmente cadde a terra esanime, il suo vecchio cuore nero non aveva retto allo shock di vedere il giovane lupo creduto morto scattar fuori dalla padella. Romolo corse e corse fin che non torno alla sua tana spaventato e terrorizzato. Da allora tra i cuccioli si racconta sempre la storia di questo cucciolo incauto e orgoglioso che fini per imbattersi in una terrificante creatura dal manto rosso e dal ghigno diabolico, ancora peggiore di quello dei coniglietti..
Fine.
Spero vi sia piaciuto, questo è i mio primo racconto ufficiale pensato basandomi sulla favola di cappuccetto rosso. La favola modificata viene vista dagli occhi dei lupi, animali che io adoro ed è stata pensate mentre in biblioteca mettevo apposto alcuni libri. Inoltre ammetto che mentre la pensavo le immagini che mi comparivano in mente erano i disegni di Giovanni con i colori di Francesca, i creatori di KILL the GRANNY.
Ditemi comunque cosa ne pensate.
